Domenica 28 marzo alle ore 11.00, presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea “I Molini” di Portogruaro sarà inaugurata una mostra del maestro Emilio Vedova. Sono esposte trenta opere che segnano un valido percorso dell’artista Veneziano.

Emilio Vedova nasce a Venezia nel 1919. Comincia giovanissimo a disegnare. Dal 1940 al 1946 gli viene assegnato, dalla Fondazione Bevilacqua la Masa, uno studio a Palazzo Carminati. Nel 1946 redige, con Morlotti, a Milano il manifesto Oltre Guernica ed è fra i protagonisti della Nuova Secessione, divenuta poi Fronte Nuovo delle Arti; nell’edizione della Biennale di Venezia del 1950, è premiato. Nel 1951 aderisce al Gruppo degli Otto, promosso da Lionello Venturi, ma ne uscirà nel 1953 e l’anno seguente, attratto della gestualità dell’informale, inizia il ciclo della Natura e il ciclo della Protesta. Nel 1954 partecipa alla II Biennale di San Paolo in Brasile. Nel 1955 è invitato per la prima volta a Documenta di Kassel. A Monaco esporrà, nel 1956, un’antologica, nello stesso tempo realizza il ciclo della Protesta pel Brasile.

Nel 1956 è alla XXVII Biennale di Venezia, mentre l’anno seguente espone alla Springer di Berlino. Nasce il ciclo Scontro di Situazioni. Il 1958 inizia il periodo del lavoro litografico, vince il premio Lissone e risiede per due mesi in Spagna. Nel 1959 espone a Palazzo Grassi la serie Scontro di Situazioni che si trasformeranno poi in Presenza. Nel ’60 vince il Gran Premio per la pittura alla XXX Biennale. Fa un’esperienza teatrale realizzando per l’Intolleranza 60, di Luigi Nono, scenografie, bozzetti, costumi e disegni. Luigi Nono scrive ed arrangia la prima composizione elettronica: Omaggio a Emilio Vedova. Tale esperienza gli dà una nuova coscienza di spazio: realizza nel 1961 Per uno Spazio, che è un preludio ai Plurimi. Realizza inoltre il diario di Spagna sulla scia di Guernica di Picasso. Dal 1962 al 1965 lavora ai Plurimi presentati alla galleria romana, Malborough nel ’63. Dallo stesso anno fino al ’65 è invitato a Berlino dove esegue Absurdes Berliner Tagebuch ’64 per Documenta III. Compie, nel 1965, un viaggio a Washington e a New York. Lo stesso anno è a Salisburgo come insegnante alla Internazionale Sommerakademie fur Bildende Künste. Nel 1975 inizia ad insegnare all’Accademia di Venezia. Nel ‘77-‘78 elabora il ciclo delle Lacerazioni, i cui elementi in movimento saranno il preludio ai Frammenti del biennio seguente.  Nel 1980 compie un viaggio in Messico. Questo è anche l’anno delle Compresenze, che saranno esposte nel 1982 a Documenta VII di Kassel. Nel 1983, nella chiesa di San Lorenzo, realizza le scenografie per Prometeo di Luigi Nono e Massimo Cacciari. Dai Dischi del 1985 originano, alcuni anni dopo (’88, ’89, ’90), nuove sculture con rilievi e assemblaggi di vari materiali del ciclo Per uno spazio che sono poi la continuazione dei primi eseguiti nel 1991. È in corso un’importante mostra antologica al Castello di Rivoli.

Viene inoltre presentata la cartella Vedova/Zanzotto contenente tre opere del maestro veneziano e del poeta Zanzotto e, c proposito della stessa edizione il prof. Massimo Cacciari scrive: “Eppure - a chi sappia guardare l’opera di Vedova nella sua trama più interna “goccia a goccia” direi, per chi rinunci alla visione frontale, “monumentale”, per soffermarsi sulle sue singole voci, l’accordo si rivelerà evidente. Lo stesso “metronomo del batticuore” scandisce le due opere; lo stesso ininterrotto fluire, fatto tuttavia di arresti continui, di pause, di inaspettati mutamenti di direzione; lo stesso far cenno ad una fonte “aumana” del linguaggio, dei segni, delle scritture, a quell’abisso, fondo-non-fondo, “aumano” del logos che meraviglia e atterrisce.