Guido Sartorelli

Guido Sartorelli

Luigi Viola

Luigi Viola


Entrambi veneziani, ma sostanzialmente diversi nel loro operare. Il lavoro di Guido Sartorelli si incentra sull’analisi della gradazione cromatica della luce. Con la macchina fotografica, raccoglie le diverse intensità, le molteplici variazioni tonali della luce riflessa da un frammento della città di Berlino. L'atto seguente é la composizione a collage dei frammenti. La ripetizione all'infinito di un frammento non dà all'immagine un significato singolare, ma crea un momento di sospensione teso alla riflessione sul particolare come espressione di un'idea del tutto.
Ma la ricerca proposta da Sartorelli si spoglia ulteriormente di quell'immediatezza che é stata per tanto tempo l'elemento distintivo dell'impressionismo. Il mediatore dell'operare é la xerocopia. Le immagini vengono ripetutamente riprodotte fino all'infinito, fino ad esaurire l'atto del ripetersi, fino alla ricomposizione dei frammenti, come elementi semiologici, in un'unica immagine. In questa serie, che va sotto il titolo di Diario Berlinese, viene affrontato il tema della perpendicolarità, dove la sfumatura dell’immagine realizzata in un rapporto luce-tempo, crea un’ideale divisione dello spazio.
Luigi Viola, insegnante all’Accademia di Belle Arti di Venezia, propone anch’egli una riflessione sul frammento recuperato attraverso strumenti meccanici. La rielaborazione tende alla realizzazione di “piani di forme incidenti come ritratti dell’essere. Il dilatarsi del tempo si attesta nello spazio pittorico con colori vibranti, sono urla di gialli e di li viola e di verde e di arancio” (L. Fiorletta). Ma la sua riflessione sugli strumenti della pittura non si limitano alla semplice elaborazione di uno spazio bidimensionale, la ricerca coinvolge il movimento della percezione, il suo rapporto con lo spazio esterno. Le installazioni realizzate da Viola si propongono come una riflessione sulla percezione come momento di rielaborazione dei piani percettivi attraverso l’intervento attivo dell’artista, fino alla realizzazione dell’oggetto artistico percepito in una realtà tridimensionale.