Senza titolo, 1985

Senza titolo, 1986

Senza titolo, 1988



Nato a Venezia nel 1907 frequenta l'Accademia di Belle Arti di Venezia, ma si forma a contatto con l'avanguardia capesarina di Gino Rossi, Pio Semeghini e Arturo Martini. Fin dal 1928 inizia ad esporre alle collettive di Ca' Pesaro. Nel 1934 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, mentre l'anno seguente tiene la sua prima personale a Milano; nel 1937 inizia i suoi viaggi all'estero soggiornando dapprima in Olanda, poi, nel 1939, è a Parigi. Nel 1939–40 esegue decorazioni ad affresco all'Università di Padova. Nel 1942 tiene una personale alla Galleria della Spiga di Milano e illustra con ventisette disegni una raccolta di poesie di Paul Eluard (ed. Galleria Santa Radegonda, Milano). Nel 1946 partecipa al movimento Nuova Secessione Artistica Italiana, poi Fronte Nuovo delle Arti. Nel 1953 espone alla Hannover Gallery di Londra e viene premiato alla Mostra Nazionale di Pittura dell'Università di Trieste, alla II Biennale di San Paolo del Brasile e alla I Mostra Internazionale di pittura Città di Messina. Dal 1954 al 1974 insegna pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 1955 si dedica con maggiore intensità alla grafica partecipando a tutte le più significative rassegne in Italia e all'estero. È presente a Documenta di Kassel nel 1955, 1959 e 1964. Lavorerà fino al 1990.
In mostra sono esposte diverse opere che vanno dalle lettere al Palladio fino alle ultime incisioni, realizzate poco prima della morte. Diverse opere che mettono in luce il suo interesse e per la cultura veneziana, per la sua storia e per il suo stile architettonico. "Il mio è un tipo di reale che naturalmente viene vissuto dentro una cultura, la cultura veneziana che ha scoperto l'importanza di distruggere le forme per ricostruirle con il colore". In fondo tutto il lavoro di Santomaso è cogliere le forme attraverso i colori; ecco quindi le particolari interpretazioni di elementi architettonici veneziani, dei riflessi della luce sull'acqua della laguna, dei muri, delle crepe, delle vibrazioni cromatiche del cielo. Una narrazione che speso appare onirica, frutto di un sogno e di una visione che lo stesso Umbro Apollonio ha messo in evidenza con queste parole: "… inconfutabile che Santomaso abbia sempre manifestato una relazione con la realtà, nel senso che la sua pittura non ha mai mostrato di interessarsi al problema delle forme in sé e per sé significanti, cioè astratte, come non ha mai mostrato di cedere ai sussulti emotivi di una tematica esclusivamente passionale", ma, attraverso la pittura, è riuscito a costruire un linguaggio espressivo proprio che non nasce dall'immediatezza della pittura giovanile, ma da un pensiero della pittura dove: "… i segni, le macchie di colore, si aggregano allora in un ordine particolare. Mi accorgo che nulla di quello che segno sulla carta ha a che fare con una rappresentazione o descrizione oggettiva, ma avverto anche che, senza quel pretesto visivo, senza quel blu o il taglio nero di un palo contro l'intonaco, il rotolare di un osso o il cigolare di una ruota, questi segni non avrebbero preso vita, non si sarebbero disposti in un ordine espressivo. Si è dentro le cose e con le cose. Non vi è immagine senza le cose".
Le mie origini sono a Venezia, le mie origini sono i mosaici di San Marco, di santa Maria di Torcello: il riflesso nell'eterno, i frammenti dorati dell'eternità che si incarna in Venezia. Le mie origini sono Venezia come libertà aperta ad Oriente: libertà civile, storica, culturale.
G. Santomaso Giuseppe Santomaso (Venezia, 1907-1990)
frequenta l'Accademia di Belle Arti di Venezia, ma si forma a contatto con
l'avanguardia capesarina di Gino Rossi, Pio Semeghini e Arturo Martini. Fin
dal 1928 inizia ad esporre alle collettive di Ca' Pesaro. Nel 1934 partecipa
per la prima volta alla Biennale di Venezia (le altre nel '36, '48, '50,
'52, '54, '56, '62, '64, '72, '86, '88), mentre l'anno seguente tiene la sua
prima personale a Milano; nel 1937 inizia i suoi viaggi all'estero
soggiornando dapprima in Olanda, poi a Parigi. Espone nel 1939 alla Galerie
Rive Gauche di Parigi e dal 1940 partecipa a tutte le più importanti
esposizioni nazionali e internazionali. Nel 1939-40 esegue decorazioni ad
affresco all'Università di Padova. Nel 1942 tiene una personale alla
Galleria della Spiga di Milano e illustra con ventisette disegni una
raccolta di poesie di Paul Eluard (ed. Galleria Santa Radegonda, Milano).
Nel 1946 partecipa al movimento Nuova Secessione Artistica Italiana, poi
Fronte Nuovo delle Arti. Nel 1948 vince il Premio del Comune, nel 1950 il
Premio INCOM e 1954 il Premio Internazionale per la pittura. Nel 1951
collabora alla decorazione del Palazzo Antenore a Padova e vince a Roma il
Premio ESSO. Nel 1948 e 1952 riceve il Premio Nazionale di pittura "Golfo La
Spezia" e il II Premio Nazionale di pittura Città di Gallarate.
Nel 1953 espone alla Hannover Gallery di Londra e viene premiato alla Mostra
Nazionale di Pittura dell'Università di Trieste, alla II Biennale di San
Paolo del Brasile e alla I Mostra Internazionale di pittura Città di
Messina. Dal 1954 al 1974 insegna pittura all'Accademia di Belle Arti di
Venezia. Dal 1955 si dedica con maggiore intensità alla grafica partecipando
a tutte le più significative rassegne in Italia e all'estero. È presente a
Documenta di Kassel nel 1955, 1959 e 1964. Riceve, nel 1956, il Premio
Graziano alla Galleria Il Naviglio di Milano, nel 1957, il premio per
l'incisione all'Esposizione Internazionale della grafica di Lubiana e nel
1958, il Premio Marzotto alla Mostra Internazionale di Pittura Contemporanea
di Valdagno. Partecipa sempre nel 1958 all'Expo 58 di Bruxelles, 50 ans
d'Art Moderne. Nel 1959 espone, presentato da Mazzariol, a Roma alla
Galleria Pogliani. Nel 1963 illustra, con quattro acqueforti a colori, La
mantide atea di Giuseppe Marchiori e nel 1964 gli viene commissionato un
dipinto murale per la Nuova Scuola superiore di Scienze Economico-Sociali di
St. Gallen in Svizzera. Nel 1965-'66 presenta un'antologica ad Amburgo,
Berlino e a Dortmund. Nel 1967 partecipa Biennale della grafica di Tokio,
mentre tre anni dopo espone al teatro San Gallo in Svizzera in concomitanza
con l'ultimo lavoro di Eugène Ionesco: Triumph des Todes, per il ciclo Gli
artisti aiutano il teatro. Nel 1971 collabora all'Università Internazionale
dell'Arte di Venezia e partecipa alla IX Esposizione Nazionale della Grafica
di Lubiana. Illustra con sette litografie dei versi di Ezra Pound (Erker-Presse
St. Gallen), mentre nel 1972 e nel 1975 le rime di Veronica Franco (Ed. Yves
Rivière, Paris). Partecipa alla mostra Grafica Oggi della XXVI Biennale di
Venezia e alla X Quadriennale di Roma. È premiato alla I Internazionale di
Cracovia e alla VII Biennale della grafica di Tokio.