Mattino- 2003


Particolare di Beethoven


Impressioni di un bombardamento

Nel 1885, nasceva a Portogruaro Luigi Russolo. Emigrato ancor giovane a Milano conobbe Carrà e soprattutto Boccioni. Con questi, assieme a Beverini, Balla firmò, nel 1910, il Manifesto dei pittori futuristi. Nacque così uno dei più importanti movimenti artistici del XX secolo. Dalle esperienze di questi pittori, nel corso dei decenni seguenti, originarono le maggiori correnti dell'arte contemporanea.

Rilevanti sono state le esposizioni europee del gruppo dei futuristi, tanto che le loro opere si trovano ora nelle più importanti collezioni del mondo. Anche le opere futuriste di Russolo hanno seguito la stessa sorte, ne troviamo, infatti, a New York, Londra, Parigi, Grenoble Amsterdam, Milano, Venezia.

In occasione del 120° anniversario della nascita (1885-2005) l'Amministrazione di Portogruaro, in collaborazione con l'Associazione Culturale Accordi, ha inteso far restaurare le opere in possesso del comune. Si tratta di tre opere ad olio - Impressione di un bombardamento, Tre pini, Autoritratto - acquistate in occasione della mostra del 1950 allestita presso il Teatro Sociale di Portogruaro. È stato dunque dato l'incarico di procedere ai lavori al Dipartimento di Restauro dell'Accademia delle Belle Arti, dove il Prof. Vanni Tizzo ha provveduto alla loro pulitura (si veda a tal proposito la scheda di restauro). Durante la stessa operazione nel verso dell'opera Tre pini sono venute alla luce tracce di un altro dipinto. La minuziosa pulitura ha fatto così affiorare un'opera futurista, individuata dal prof. Tagliapietra come l'opera Linee-forza della folgore del 1912. L'opera era data per distrutta nel 1943.

È evidente che tale scoperta ha arricchito la collezione di proprietà del comune, non solo per quantità (anche se in realtà si tratta di una consistente parte del quadro futurista dipinto però nel retro di un altro) ma per il fatto che tale opera colma un periodo, quello futurista appunto, che mancava nella collezione comunale.

Si è dunque preferito allestire una mostra che raccogliesse le opere di Luigi Russolo che sono ora conservate nelle collezioni portogruaresi, cercando così di rafforzare l'immagine di un uomo che ha dato, attraverso la sua arte, lustro alla città natale.

Per questo un sentito ringraziamento a tutti i collezionisti portogruaresi che hanno contribuito alla realizzazione della mostra.

Diego A. Collovini
Assessore alla Cultura Comune di Portogruaro

Quando abbiamo parlato per la prima volta con il Sindaco e l'Assessore alla Cultura del Comune di Portogruaro della nostra intenzione di contribuire a valorizzare le tre opere ad olio di Luigi Russolo conservate nel Palazzo Municipale, coordinandone il restauro, incontrammo grande disponibilità ed attenzione, che ora ci paiono più che degnamente ricompensate: mai avremmo pensato, infatti, che la fortuna assistesse a tal punto la nostra iniziativa, da causare la scoperta di un ulteriore dipinto del pittore futurista, che si riteneva distrutto.

Poiché si dice che non esista fortuna senza merito, ne siamo particolarmente orgogliosi. Non possiamo però dimenticare i meriti degli altri: dalla disponibilità senza remore di Antonio Bertoncello e Diego Collovini, amministratori di Portogruaro, all'Accademia di Belle Arti di Venezia, che si è immediatamente attivata, ed alla grande capacità, fortunatamente guidata da intelligente curiosità, del Prof. Vanni Tiozzo che ha effettuato il restauro.

associazione accordi



Referta finale sul restauro a
TRE OPERE DI LUIGI RUSSOLO
con il recupero di un'opera ritenuta distrutta

Scheda dell'intervento:
Intervento eseguito dal Laboratorio del Corso di Restauro dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, con sede in Dorsoduro 423, Venezia, a cura del docente prof. Vanni Tiozzo, a seguito della referta preliminare Prot. n. 223 del 11 ottobre 2004, con la collaborazione delle allievo Martina Posa e Snjezana Rusmir.
Approvazione della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico del Veneto Prot.6423 del 20/12/2004, Soprintendente Dr.ssa Anna Maria Spiazzi, responsabile del procedimento Dr. Luca Majoli.
Committente la Amministrazione Città di Portogruaro, Sindaco Rag. Antonio Bertoncello, Assessore Prof. Diego Collovini. Promozione dell'intervento della Associazione Accordi, curatnce Sig.ra Renata Gandolfo Candiago.
Consulenza storico-critica prof. Franco Tagliapietra.
Ritiro opere il 21 gennaio 2005, fine lavori 30 aprile 2005.

Scheda delle opere:
Luigi Russolo. 1885-1947.

  • Impressioni di bombardamento, firmato e datato 1926, cm. 138x103, olio su tela, foderato, telaio ligneo non originale sezione cm.5,5x2,5 con traverso e tensori angolari metallici, senza cornice con listello ligneo, peso complessivo 6.310gr.;

  • Autoritratto, firmato e datato 1940, cm. 30x37, olio su tavola senza preparazione, tavola bilaminata noce con spessore di 15mm e peso 778 gr., cornice sagomata in "orone" con etichetta "Bolzani cornici, corso Matteotti n.20, Milano" ed inventario su etichetta blu P.92/A.

  • I tre pini, firmato e datato 1944, cm. 96x79, olio su tela (dipinto sul verso senza preparazione, tagliato su due lati, e ricoperto con tinta ad olio marron dopo vistosi distacchi di parte dipinta e il montaggio sul telaio), telaio cronologicamente coerente con l'opera con iscrizione "Russolo I tre pini" accorciato nella lunghezza mediante riduzione della sezione dei montanti corti cm. 5,7x2,4 anziché 7,8x2,4 come quelli lunghi, peso telaio 1800 gr., peso della tela dipinta (ambo i lati) 740 gr, cornice tinteggiata senza indicazioni specifiche tranne inventario su etichetta blu P.158/A. Il dipinto sul verso è stato identificato dal prof. Franco Tagliapietra, della Accademia di Belle Arti di Venezia, come il frammento centrale dell'opera futurista del 1912 "Linee-forze della folgore", cm.98x180 (scomposto in tre telai 98x42+98x96+98x42), dato per distrutto e di cui esistono anche altri due frammenti marginali.

REFERTA AL RESTAURO
In occasione di un intervento finalizzato ad un migliore apprezzamento di tre opere di Luigi Russolo il laboratorio di Restauro dell'Accademia di Belle Arti di Venezia ha scoperto e individuato un'opera d'arte che era stata occultata per sessant'anni a causa di uno stato conservativo disastroso.

Con perizia critica, congiunte a capacità tecnico-scientifiche, lo stesso laboratorio è riuscito a superare i gravi problemi conservativi dello strato pittorico occultato e così ha poi potuto procedere al recupero di una importante opera del periodo futurista dell'artista di Portogruaro.

Le opere di Russolo della collezione della Città di Portogruaro si presentavano in uno stato conservativo diverso in quanto diverse sono le caratteristiche tecniche delle tre opere, l'intervento di restauro ha necessitato particolare attenzione per la delicatezza della materia, soprattutto in Linee-forze della folgore, il verso dei tre pini, che era stato ricoperto da una spessa coloritura ad olio marrone quando già era iniziato il fenomeno del distacco del colore. Tale degrado era dovuto ad un deficit esecutivo che vedeva la colorazione stesa con grande spessore direttamente sul verso della tela, senza preparazione in quanto quest'ultima stava sull'altro lato. Lo spessore dello strato pittorico del dipinto del 1912 è mediamente di 700 micron ma presenta rilievi anche di 1,5 millimetri. L'intervento è stato particolarmente laborioso perché la pigmentazione tendeva a sollevarsi in scaglie e in molte parti accusava una mancanza di adesione alla tela che probabilmente era dovuto ad una stesura particolarmente spedita e tale da avere una superficie di adesione modesta. Il naturale fenomeno di invecchiamento del materiale ha portato alla rigidità dello strato e quindi alla sua estrema fragilità che ha portato alla cadute in scaglie.

STATO DI CONSERVAZIONE DEI DIPINTI
Impressioni di bombardamento:
l'opera si presentava in uno stato conservativo contraddittorio in quanto ad una generale situazione di buona conservazione, ottenuta con un intervento del 1988 che riscattava una situazione di grande instabilità della pigmentazione per la depolimerizzazione della tela per cui fu eseguita la foderatura, si contrapponeva una situazione di estremo degrado puntualizzato in numerosi punti per lo strappo della tela originale, in un caso risultava lacerata anche la fodera, per l'urto di oggetti appuntiti. Grazie alla foderatura precedente l'opera ha potuto sopportare abbastanza bene l'urto degli oggetti appuntiti senza giungere a squarci troppo invasivi e distruttivi per l'opera, la stessa pigmentazione risultava, pur screpolata, ancora salda sulla tela negli stessi punti investiti dall'urto. L'intervento di restauro ha dunque avuto l'obiettivo di recuperare la planarità dell'opera nelle sole parti deformate dagli urti e il consolidamento della pigmentazione e dei filati della tela nelle sole parti caratterizzate da deficit fisico-meccanici per le deformazioni dovute ai violenti impatti.

Autoritratto: l'opera si presentava in uno stato conservativo buono anche se insoddisfacente sul piano estetico della sua presentazione per la scarsa visibilità della vivace pigmentazione a causa di una spessa stratificazione di verniciatura particolarmente virata cromaticamente, vernice che era stata apposta dopo l'inserimento dell'opera nella attuale cornice non essendo presente nei bordi ricoperti dalla stessa cornice. L'intervento ha dunque avuto l'obiettivo di recuperare i corretti valori cromatici e formali dell'opera con la rimozione dello spesso strato di vernice alterata e della sedimentazione sopra di essa.

I tre pini: l'opera sembrava presentare solamente i problemi riscontrati sull'opera recedentemente trattata, ossia una spessa verniciatura alterata e una discreta sedimentazione, tuttavia la presenza sul retro di rilievi materici e tracce di pigmentazione ci ha suggerito di intraprendere delle analisi per verificare la presenza di brani pittorici. Presenza che si è confermata con il ritrovamento di un vero e proprio dipinto che è stato individuato dal prof. Franco Tagliapietra nella parte centrale de Linee-forze della folgore del 1912; questo dipinto presentava tuttavia cospicui problemi di instabilità materica: numerosissime scaglie sollevate e cadute. Questo fenomeno di degrado doveva essersi manifestato assai precoce in quanto la ridipintura del verso, uno spesso strato di colore ad olio marrone, era stata apposta anche sopra alcune mancanze di pigmentazione. L'instabilità della pasta pittorica di quest'opera risiede nel fatto che i colori sono particolarmente carichi di legante e applicati sulla tela senza la consueta preparazione, la preparazione della tela risiede infatti dall'altra parte dove nel 1944 l'artista ha dipinto I tré pini. L'intervento è consistito nelle operazioni già indicate nell'opera precedente per quanto riguarda il lato dei I tre pini mentre per il verso si è dovuto mettere a punto un delicatissimo intervento di rimozione meccanica delle stratificazioni ad olio che ricoprivano il dipinto Linee-forze della folgore, intervento che è stato necessariamente intercalato con il consolidamento delle stratificazioni originali che erano talmente instabili da collassare anche al solo strofinio e che già in passato avevano dato luogo a sollevamenti e cadute così come testimoniato dalla presenza della ridipintura sulle stesse mancanze di materia originale.

Interventi di restauro eseguiti
I dipinti, rimossi dal Palazzo Comunale, sono stati trasportati nel laboratorio dell'Accademia di Belle Arti in Venezia il 21 gennaio 2005.

Le opere sono state analizzate in tutte le loro caratteristiche e sono stati rilevati i valori dimensionali e di peso. Le osservazioni sono state documentate fotograficamente con la ripresa delle opere nella loro interezza, nel recto e nel verso, nonché nei particolari, con luce radente e normale. Si sono poi approfondite le osservazioni con l'impiego della riflettografia ultravioletto e infrarosso. L'indagine con gli ultravioletto ha evidenziato nell'opera Autoritratto ed anche in I tre pini una forte florescenza tipica di un eccesso di vernice apposta sulla superficie quando l'opera era già in cornice in quanto le parti protette da quest'ultima erano esenti dal fenomeno. L'indagine ad infrarossi ha messo in evidenza solamente la differenza materica di alcuni colori usati per la realizzazione dell'opera I tre pini, qui infatti gli arbusti in primo piano risultano invisibili alle frequenze dell'infrarosso (1000 nm).

Considerando la delicatezza di alcune fasi dell'intervento è stata effettuata la velinatura per proteggere il film pittorico durante le successive fasi di consolidamento. Questa applicazione è stata parziale, limitatamente alle parti investite dalle lacerazioni, sull'opera Impressioni di bombardamento e completa sull'opera I tre pini, in questa su ambo i versi, il materiale impiegato è stato una carta giapponese, Kawashi (35 gr/mq; 84), con colla lapen al 10% e 90% di acqua demineralizzata.

Nell'opera Impressioni di bombardamento si è intervenuto localmente alla messa in posizione del tessuto lacerato mediante leggera umidificazione e sottovuoto, ottenuto il corretto posizionamento dei filati si è ricostituita la continuità del filato con resina poliammidica (Poliammide Textile Welding Powder n.5060 con punto di fusione di 80°C) applicata con termocauterio a punta e pinzette per modellare quanto inserito.

Si è quindi provveduto alla separazione della tela dal telaio per i I tre pini. L'operazione ha presentato qualche difficoltà nell'asportazione dei chiodi in ferro arrugginiti.

Dopo l'effettuazione di una applicazione sottovuoto unito a calore, con l'intento di riattivare il collante della velinatura ed ottenere un consolidamento preliminare delle fragili scaglie dell'opera Linee-forze della folgore, si è rimossa la velinatura su questo lato per poter iniziare la rimozione della ridintura ad olio marrone che ricopriva la colorazione originale. La rimozione della materia che impediva la visione dell'opera futurista è stata effettuata inizialmente con solventi molto volatili per non penetrare in profondità (acetone) e poi è stata pazientemente continuata meccanicamente a lama di bisturi con il controllo dell'operazione a stereoscopio. L'intervento di rimozione della ridipintura è stato intercalato ripetutamente con iniezioni ed impregnazioni di resina acrilica, Plexi-sol P550, diluita al 8% nello stesso acetone per il consolidamento delle scaglie di pigmentazione del dipinto che si presentavano instabili.

Anche nelle altre opere si sono rimosse le velinature con acqua demineralizzata riscaldata dopo che sono state assicurate le parti pericolanti. La pulitura della superficie dipinta è stata condotta con solventi volatili applicati con sondaggi progressivi, test di solubilità (Feller), per verificare la miscela più opportuna per le caratteristiche delle stratificazioni da rimuovere e di quelle da mantenere. Le prove hanno consigliato l'impiego della miscela n.11 con fattore dispersione 56 composta da 22% di acquaragia e 78% di acetone. La rimozione delle stratificazioni è stata coadiuvata e verificata con l'osservazione della materia in stereoscopio e ultravioletto.

All'opera I tre pini / Linee-forze della folgore sono state applicate delle fasce perimetrali di tela poliestere con Beva per consentire la tensione e la applicazione sul telaio che è stato appositamente ideato doppio, perciò non espandibile, per consentire la visone dei due versi.

L'intervento ha avuto proseguo con la stuccatura delle discontinuità della superficie pittorica effettuata con il tradizionale stucco (colla di coniglio in perle e gesso di Bologna) in tutte le mancanze che investivano le parti dipinte con la preparazione mentre nella parti dipinte sen-za di questa si è impiegata la cera per assecondare la rigidità e la particolare morfologia delle stratificazioni originali.

L'integrazione è stata condotta dapprima con colori ad acquerello e quindi con colori a vernice. Per proteggere la pigmentazione e per una migliore riflessione della luce i dipinti sono stati verniciati con l'applicazione di vernice Damar a pennello con l'accortezza di evitare eccessi e prosciughi.

prof. Vanni Tiozzo
Il Direttore di Dipartimento