Vita e fotografia

 "Ma non posso accettare la vita così com'è, troppo caotica, troppo inconscia; da qui la mia resistenza, la mia guerra con lei: sono sempre in lotta per piegare la vita al mio temperamento e ai miei bisogni, in altre parole metto troppa arte nella mia vita". Tina Modotti all'amico e maestro Edward Weston, 1925.

"… accetto il tragico conflitto tra la vita che cambia continuamente e la forma che la fissa immutabile" novembre 1926.

Basterebbero queste due citazioni, senza conoscere tutta la vicenda di Tina, per capire che in lei arte ed esperienza esistenziale sono inseparabili: se vuoi conoscere la sua opera studia la sua vita.

Come suggerisce il titolo della mostra, che sarà inaugurata domenica 20 Settembre alle ore 11.00 presso la Galleria Comunale d'arte Contemporanea "i Mulini" di Portogruaro, si tratta di una rassegna ampia e diversificata; non presenta solamente l'opera fotografica, ma anche molte immagini della vita della Modotti, intercalate da testi critici, lettere, poesie e testimonianze; comprende inoltre un documentario che descrive l'opera la vita e l'opera, e un raro fil muto The Tiger's Coat interpretato dalla Modotti a Hollywood nel 1920.

La mostra di Portogruaro si apre con un celebre ritratto dell'artista, realizzato in Messico da Edward Weston (da cui Renato Guttuso ha ricavato nel '73 un famoso disegno) e si conclude con l'immagine Arsenal, il murale che Diego Ribera realizzò nel 1928 all'Università di Agricoltura di Città del Messico, nel quale Tina è rappresentata fra numerosi personaggi della storia messicana.

Due pubblicazioni accompagnano l'esposizione: Tina Modotti, perché non muore il fuoco (che nei testi e nelle immagini esprime lo spirito dell'iniziativa) e Tina Modotti, una vita nella storia, che contiene gli atti del Convegno internazionale di Studi tenutosi all'Università di Udine nel marzo del 1993.

Dal complesso dell'iniziativa esce l'immagine di una donna capace di passioni e di scelte coraggiose. Dalla sua esperienza di vita, come dalle sue fotografie, si ricava un patrimonio di libertà, di creatività, di curiosità intellettuale, di lotte; nelle sue opere si leggono le suggestioni, le idee, i valori che appartengono ad una figura femminile, tra le più significative del nostro secolo.

La mostra, a cura del comitato Tina Modotti, è già stata presentata a Milano, Roma, Perugia, Palermo, Ancona, e su invito alle Esposizioni fotografiche di Barcellona, Los Angeles, Edimburgo e Montreal.