


Le installazioni di Alexej Giacomini non si limitano ad occupare lo spazio. Lartista crea dei momenti di riflessione, che inducono lo spettatore a cercare, in un interminabile gioco intellettuale, i molteplici significati che sono nascosti nel suo dinamico linguaggio. Gli oggetti che compongono linstallazione non possono essere considerati per loro stessi o autonomamente, poiché la lettura si fa sempre individuale, soggettiva. Chi guarda è chiamato a raccogliere le diverse singolarità per creare, autonomamente, il significato ultimo dellopera. I titoli (per altro sempre intriganti: Il contrappeso dellanima, Palestina, La trappola del colore) suggeriti da Giacomini, danno un input iniziale che muove verso uninterpretazione quasi sempre diversa, suggestiva e, grazie alla complessità linguistica, spesso alternativa