Senza titolo, 2002

Laura Pessa
I segreti dell'anima

Nella sua composizione pittorica, Laura Pessa dichiara una predilezione per il movimento rotatorio evocante una simbologia vitale, femminea che aleggia sia nelle "figure", intrinsecamente dinamiche, che si contrappongono l'una all'altra, sia in quelle che si intrecciano nell'ordito di una coordinazione meditata. I rapporti colore-luce e la tramatura curvilinea generano una spazialità dentro la quale si organizzano "masse", espressione di una tensione soggettiva, orchestrate in un gioco di equilibri bilanciati entro i quali a volte si inscrive un'inquietudine, una nuova energia, una forza che innerva lo spazio.

La consumazione delle certezze disorienta solo apparentemente Laura Pessa che, nella consapevolezza dei nuovi tempi e della ininterrotta simbiosi morte-vita, oscurità-luce, sembra nutrire una sorta di "speranza bergsoniana" di soluzione nello "slancio vitale" quale principio di rinnovamento.

Dipingere per lei è frugare tra i recessi e le manifeste realtà della vita alla ricerca di nodi vitalistici da tradurre con una grafia fluente e sensuale e con un colore sicuro ed istintivo. Attraverso l'esplorazione dentro l'emozione, dentro il sentimento, scopre forze ed energie antitetiche che aspirano ad una vita, ad un ordine nuovi, ad "incarnarsi" nella trasfigurazione pittorica. L'artista rapporta sul quadro i segreti dell'anima con accostamenti cromatici empatici, pervasi di una luce che spesso sfoca e frammenta le forme riducendo la riconoscibilità del soggetto naturalistico che, nel vanificarsi, si carica di mistero.

Nella composizione pittorica dichiara una predilezione per il movimento rotatorio evocante una simbologia vitale, femminea che aleggia sia nelle "figure", intrinsecamente dinamiche, che si contrappongono l'una all'altra, sia in quelle che si intrecciano nell'ordito di una coordinazione meditata.

I rapporti colore-luce e la tramatura curvilinea generano una spazialità dentro la quale si organizzano "masse", espressione di una tensione soggettiva, orchestrate in un gioco di equilibri bilanciati entro i quali a volte si inscrive un'inquietudine, una nuova energia, una forza che innerva lo spazio: un "taglio" squarcia la "figura" e sismografa una coscienza che si interroga con lucidità sulla sofferenza e su una perdita esistenziale.

Dolore e bellezza, oscurità e luce si compenetrano per afferrare l'essenza tragica e favolistica della realtà e per registrare lo stato metamorfico della condizione umana.

Orari: martedì, mercoledì e sabato: 16.30 - 19.30 giovedì e festivi: 10.00 - 12.00 / 16.30 - 19.30