Agostino Bonalumi


Agostino Bonalumi


Enrico Castellani



Agostino Bonalumi, (Vimercate/MI, 1935). Autodidatta. Nel 1956 allestisce la sua prima mostra personale (Milano, Galleria Totti); l’anno successivo conosce Piero Manzoni e successivamente, Enrico Castellani, con i quali espone alla Galleria Pater (Milano, 1958), alla Galleria Prisma (Milano, 1959) e alla Galleria Appia Antica (Roma, 1959). Il loro lavoro, che si svolge in una comune area di ricerca e sperimentazione, trova un ulteriore momento di coesione nella fondazione della rivista "Pragma" (poi "Azimuth", 1959). Nel 1960 presenta in una serie di mostre personali (Londra, Milano, Berna, Rotterdam) le sue prime opere monocrome, in cui la tela viene estroflessa mediante l'uso di centine e telai incurvati. Nel 1961 è tra i promotori del gruppo Nuova Scuola Europea, con sede alla Galleria Kasper di Losanna, e successivamente partecipa alle attività del gruppo Zero. Nel 1966, ’70, ’86, è invitato alla Biennale di Venezia. La sua ricerca è in parte ricollegabile alla tradizione del purismo concretista: gli elementi costitutivi del suo linguaggio sono individuabili nell'uso del colore in funzione non espressiva ma, piuttosto, di carattere mentale-concettuale, nel ritmo dinamico suggerito dalla rottura della piatta superficie bidimensionale della tela. Se in alcuni casi le sue opere tendono quindi a sottolineare l'effetto di spazialità ambigua e volumetrica del quadro-oggetto, in altri la sua ricerca si spinge oltre i limiti della pittura, sconfinando nella scultura e nell'architettura: particolarmente esemplificative sono a tale proposito le pitture-ambienti realizzate verso la fine degli anni Sessanta in occasione di mostre personali (New York, Dortmund), lavori che trovano un ulteriore sbocco nelle scene e nei costumi per balletti. Alla precedente organizzazione simmetrica subentra, nei suoi lavori più recenti, un'animazione plastico-dinamica della superficie, percorsa da tondini L'acciaio che entrano ed escono dal piano.

 Enrico Castellani nasce nel 1930.
Compie gli studi medi a Novara ed a Milano. Nel 1952 si trasferisce a Bruxelles, dove studia pittura e scultura all’Accademie Royale des Beaux Arts. Nel 1956 si laurea in architettura all’Ecole Nationale Supérieure de la Cambre. Dopo aver compiuto i suoi studi in Europa approda a Milano nel 1956. Nel 1959 fonda, a Milano, con Manzoni la rivista e l'omonima Galleria "Azimuth" esordendo nell'ambiente artistico con un impegno non solo teorico ma anche organizzativo. Negli stessi anni partecipa ai gruppi "Zero” L'impegno con la Galleria e la rivista fondate rappresentano per Castellani il primo ed ultimo impegno collettivo assunto, un'esperienza, questa, consumata con voracità nel giro di due anni dal 1959 al 1960. La prematura morte di Piero Manzoni sancisce la fine dell'impegno pubblico dell’artista e determina l'inizio di una vita solitaria e discreta nel segno della coerenza poetica.

 In pochi anni Castellani esaurisce l'esperienza informale, dal 1958 al 1959,in seguito sceglie di sondare le potenzialità della superficie della tela in masssima tensione ed inventa un metodo tecnico e poetico che sarà la sua cifra costante e rigorosa. Dal 1963 al 1970 la poetica della superficie cede il passo all'oggetto e la sua attenzione si pone sullo studio delle articolazioni formali della superficie: tele sagomate, angolari, dittici e trittici. Nel 1964 e nel 1966 (premio Gollin) è alla Biennale di Venezia, mentre nel 1968 è invitato a Kassel. Dal 1959 ha esposto a New York, Londra, Roma, Tokyo, Parigi, Bruxelles, San Paolo del Brasile, Buffalo, Monaco, ecc. Dal 1966 in poi le ricerche artistiche di Castellani puntano al coinvolgimento dello spazio. Negli anni '80 e '90 il suo lavoro continua a svilupparsi nell'ambito dell'estroflessione definendo ciò che la critica ha chiamato "ripetizione differente".