22.10.08- Incontro con la Stampa

 

QUESTIONE CAMPO NOMADI E
POSIZIONE UFFICIALE DELL'AMMINISTRAZIONE
COMUNALE DI PORTOGRUARO IN MERITO

 

Nonostante le ripetute dichiarazioni, precisazioni, e rassicurazioni sulla questione del “campo nomadi” si continua a voler enfatizzare il nulla, a non voler affrontare la questione nella sua complessità e delicatezza, anche perché il tema della sicurezza deve essere interamente legato al senso di giustizia. Gli scopi elettorali e politici sono evidenti. E’ naturale che i cittadini firmino su questioni che possono essere percepite come “emergenze”.  In questo caso però siamo di fronte ad una vera e propria “montatura”,  ad un “caso” che non esiste e creato artificiosamente.

Per fare chiarezza e dare  “ufficialità” alle posizioni dell’Amministrazione Comunale abbiamo voluto questo incontro con la stampa. 

  • Diciamo subito, in maniera netta, non interpretabile e definitiva che l’Amministrazione Comunale non intende in alcun modo realizzare un campo nomadi a Portogruaro.

La realizzazione dei campi nomadi è prevista dalla Regione Veneto con legge n. 54 del 1989, modificata poi nel 2000, la quale prevede finanziamenti fino al 100% delle spese e che ha impegnato dal 2000 al 2004 oltre 395 mila Euro a riguardo. Nel 2007 è stata richiesta l’abrogazione di tale legge da parte di alcuni Consiglieri Regionali tra cui citiamo Tosi, Stival, Conte che hanno ritirato poi la propria firma nel corso dello stesso anno.

La realizzazione dei campi nomadi, pur prevista dalle legge regionale, è giudicata anacronistica dalle Istituzioni, dalle Forze dell’Ordine, dal mondo del volontariato e dai ROM stessi.

Tanto che sono stati superati anche nelle grandi città perché considerati centri di forte tensione sociale. 

  • In questi mesi si è potuto verificare che l’ allarme diffuso nel territorio del Veneto Orientale sulla questione nomadi è stato enfatizzato.

Gli incontri effettuati dal Sindaco di Portogruaro, anche in qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci, con le forze dell’Ordine hanno messo in luce dati che non sono proporzionati all’intolleranza e all’ animosità che si vogliono creare nei confronti dei ROM, etnie nomadi che da secoli sono oggetto di discriminazione. 

Siamo preoccupati perché il senso di insicurezza, che viene cavalcato dalle forze politiche del centrodestra, potrebbe sfociare in spiacevoli conseguenze. Abbiamo già sentito da parte di qualche cittadino parole da condannare profondamente e ci auguriamo siano solo frutto di un momento d’ira…”Bruciateli”.   

La nostra vuole continuare ad essere una città tranquilla, senza tensioni e crociate ideologiche, che riportano ad atteggiamenti razzisti e a tempi che è meglio dimenticare. Nella nostra città non vogliamo e non dobbiamo far crescere l’odio che poi sfocia negli episodi incontrollati di intolleranza e violenza che anche in questi giorni si sono manifestati in altre città italiane.  

·        L’Amministrazione Comunale è consapevole dei disagi che gli spostamenti e le soste dei nomadi in parti del territorio comunale possono creare sia ai cittadini sia agli operatori economici.  

La libera scelta dei luoghi da parte dei Rom può comportare infatti insediamenti temporanei  anche in parchi pubblici, in aree verdi vicino a luoghi sensibili (ad esempio scuole), in zone commerciali o industriali; può creare situazioni di disturbo, disagio e compromettere le situazioni igienico- sanitarie dei luoghi stessi. Questa libera scelta di movimento rende di conseguenza anche difficile il controllo degli spostamenti e delle persone. 

Il Comune di Portogruaro ha adottato un regolamento di Polizia Locale che, sulla base delle leggi nazionali e regionali, prevede per i nomadi una sosta di sole 48 ore nel territorio comunale. Appena insediati, la Polizia Locale notifica e diffida loro a lasciare le aree entro il termine fissato, e scaduto tale termine provvede affinché le aree siano lasciate libere. 

·        Siamo tutti consapevoli che, in occasione degli spostamenti delle carovane dei nomadi, si registrano disagi ai cittadini. Molte volte gli spostamenti nei Comuni del Veneto Orientale vengono effettuati dai nomadi a rotazione. Ecco perché la collaborazione tra i Comuni, il coordinamento delle Forze dell’Ordine e di Polizia Locale, l’attenzione delle Associazioni locali, diventano indispensabili per affrontare seriamente il problema.

La questione nomadi non può essere affrontata un giorno a San Stino, un giorno a Gruaro, un giorno a Ceggia, un giorno a Caorle, peraltro senza risultati effettivi. 

Per questo è opportuno approfondire la regolamentazione della sosta temporanea dei nomadi in modo coordinato, condiviso e collaborativo, in aree precisamente individuate in tutti i Comuni almeno del Veneto Orientale, perché vi siano maggiori controlli, pulizia, e legalità. Magari cercando di considerare l’area del Veneto Orientale un territorio “unico” su cui applicare la regolamentazione della sosta di 48 ore, prevista dalla normativa vigente. 

Nemmeno un’area di sosta temporanea e regolamentata però può essere la scelta di un singolo comune, perché ciò potrebbe comunque creare ulteriori difficoltà, concentrando le presenze e aumentando le problematiche di controllo.

Ecco perché nessun Comune, tantomeno Portogruaro, farebbe questa scelta.  

Il Comune di Portogruaro, fuori da un contesto generale che vede interessato tutto il territorio del Veneto Orientale, non ha alcuna intenzione, né progetto, né volontà,  di realizzare né un campo nomadi né un’area di sosta temporanea nel proprio territorio. 

La questione nomadi può infatti essere affrontata solo attraverso una comune responsabilizzazione delle Amministrazioni locali in un territorio ampio e omogeneo quale il Veneto Orientale. In ogni caso risulta necessario un maggior coinvolgimento e coordinamento delle Forze dell’Ordine, e su questo il Comune di Portogruaro ha avviato un tavolo di lavoro utile e proficuo che vuole mantenere e sviluppare. 

·        La discussione, il confronto, le riunioni con il Prefetto e con i Sindaci sono nate dall’entrata in vigore del nuovo Decreto sulla Sicurezza e dalla necessità di uniformare gli interventi a tutela dei cittadini nel territorio. 

Da tali discussioni effettuate in Prefettura, in Conferenza dei Sindaci, ma anche nello stesso Consiglio Comunale, è nata una voluta campagna di distorsione e di mistificazione a soli scopi elettorali. Ed è probabile che anche dopo questa iniziativa voluta per far conoscere, in modo inequivocabile, la posizione ufficiale del Comune, si scatenino nuovamente illazioni e strumentalizzazioni.   

Anche in Consiglio Comunale, a commento di un’interrogazione sulle aree di soste per camper, il ragionamento è stato esteso alle aree di sosta per nomadi. Che la questione sia complessa, e che la questione dei nomadi e della sicurezza devono essere affrontate e discusse, lo dimostra ad esempio l’ intervento di un Consigliere Comunale di centrodestra che in quell’occasione ha rilevato l’opportunità “cristiana” di affrontare la questione della sosta dei ROM.  

Tutto può essere frainteso, ma questa mistificazione deve terminare, per evitare di ingannare i cittadini.

E’ evidente che la finalità di queste mistificazioni non è la raccolta firme, per fermare qualcosa che non c’è stato, non c’è e non ci sarà.

La finalità è preparare il terreno per la prossima campagna elettorale, spostando l’attenzione dei cittadini dalle cose realizzate, dalla buona amministrazione, all’ideologia, allo scontro politico, alla tensione.

Non si possono estrapolate parole, dialoghi, utilizzare riassunti per far valere una tesi basata sul nulla.  

Una cosa è certa: il nostro programma opere pubbliche non contiene in alcun modo questi interventi progettuali. Questa è l’unica realtà di fatto, inconfutabile. Su questo sfidiamo le forze di Centrodestra a confrontarci e a smetterla con notizie false e inverosimili. 

·        La strumentalizzazione e le polemiche di questi giorni sono state rilevate con dispiacere dallo stesso Prefetto di Venezia, attraverso una lettera nella quale auspica una definitiva e corretta interpretazione della vicenda. 

Nonostante tutte le precisazioni e le rassicurazioni date, nonostante la lettera del Prefetto, così come ne siamo convinti, nonostante queste posiziono ufficiali, il centrodestra continuerà questa campagna. E questa è la più evidente dimostrazione che l’azione svolta dalle forze del centrodestra rappresenta di fatto la prima manifestazione elettorale in vista delle Amministrative. La raccolta di firme se mai deve riguardare l’abrogazione della stessa Legge Regionale che obbliga i Comuni con numero superiore a 5 mila abitanti a creare i campi o le aree destinati ai nomadi, e che prevede addirittura che la Provincia possa sostituirsi ai Comuni inadempienti (art. 2 Legge Regionale 54/1989)  

·        L’Amministrazione Comunale ribadisce di voler risolvere innanzitutto i disagi dei cittadini, non con crociate ideologiche che non spostano il problema ma incentivano le paure e gli atteggiamenti razzisti, ma cercando di avviare interventi e azioni concrete. 

Se consideriamo il Veneto Orientale un ambito omogeneo è giusto verificare la possibilità di trovare un accordo in Conferenza dei Sindaci per adottare ordinanze uniformi riguardanti la sosta dei nomadi. Il tavolo privilegiato per far questo è ovviamente la Sede della Conferenza Sindaci, che sta già affrontando il problema. 

L’approfondimento deve riguardare più aspetti. La questione dei Rom non è solo rappresentata dalla loro sosta, ma dai tanti problemi che la società civile deve sapere affrontare e definire, come ad esempio l’obbligo alla scolarizzazione e all’avviamento lavorativo, tutela dell’infanzia, prevenzione e rispetto delle norme igienico- sanitarie. Le abitudini di una etnia non si cambiano con proclami o crociate, ma con continui interventi ed azioni volti all’integrazione, come previsto dalla Costituzione Italiana e dalle Convenzioni Internazionali.

Queste azioni non sono indicate nel programma dell’Amministrazione Comunale, ma nella legge che la Regione Veneto ha approvato ed è vigente.

Su questi temi, dopo una campagna politica che faccia conoscere la posizione ufficiale dell’Amministrazione Comunale, è necessario avviare un confronto con il tessuto sociale, associativo, le parrocchie, per una valutazione complessiva sui valori e ideali che sono alla base del rispetto delle minoranze e delle diversità e sulle soluzioni possibili a tutela dell’ordine e della sicurezza sociale.