ECONOMIA

L’economia della città e del territorio di Concordia si fondava principalmente sull’agricoltura e sul commercio. I toponimi che si rifanno a fondi agricoli di età romana, il ritrovamento di staia per il grano, di anfore per il vino e di attrezzi agricoli, ed inoltre la documentazione epigrafica dell’esistenza nella zona di piccoli centri agrari (pagi), dimostrano come l’agricoltura fosse elemento fondamentale nel quadro della vita economica del territorio. Gli appezzamenti di terreno da coltivare erano delimitati da linee sull’asse nord-sud dette cardines e linee sull’asse est-ovest dette decumani. Si coltivavano essenzialmente il frumento e la vite; le tecniche piuttosto rudimentali e la lentezza dei mezzi di trasporto furono causa di gravi carestie. Diffuso era anche l’allevamento del bestiame, in particolare suini, ma anche ovini.
Altro fattore determinante nell’economia concordiese erano gli scambi commerciali, favoriti da un’intensa rete stradale e dai numerosi corsi d’acqua navigabili. Caorle fungeva da porto per merci, genti e navi che provenivano anche da luoghi lontani come lo scalo di Alessandria. Tuttavia almeno per I e il II sec. d.C. Concordia non ebbe il medesimo sviluppo di centri come Aquileia che si configurò come un importante polo industriale e commerciale in stretto rapporto con l’Oriente.

(continua)

 

 

 

 

 

 

 

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