STORIA DEGLI SCAVI

Le prime descrizioni dei resti monumentali e dei ritrovamenti effettuati nel corso di lavori agricoli e nella ricerca di materiali da costruzione, risalgono alla fine del ‘700. Capo opera dei cavatori di pietre, fu Giacomo Stringhetta, concordiese, che per primo redasse una pianta piuttosto particolareggiata della città antica.
Sarà però verso la metà dell’800, in seguito al fervore di ricerca alimentato dal Positivismo e dalle prime scoperte archeologiche, che si avrà il più importante e fortunato periodo di scavo a Concordia. Protagonista di questo periodo fu Dario Bertolini, avvocato di Portogruaro ed appassionato di storia ed antichità, il quale, grazie al ritrovamento casuale nel 1873 di un sarcofago, diede inizio ad una regolare campagna di scavo, che terminò nel 1892 portando in luce l’intera area del sepolcreto sulla riva sinistra del fiume Lemene ed alcune zone dell’antica città romana: il foro, il teatro, la fabbrica di frecce e il presunto porto fluviale.

(continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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